Parole intraducibili dal mondo – Officina delle Lingue
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Parole intraducibili dal mondo

Scritto da on 10 maggio 2016

Come afferma il linguista e scrittore britannico David Crystal, “Il linguaggio non possiede un’esistenza separata dalle persone che lo utilizzano. Non è fine a se stesso, bensì è il mezzo per la comprensione finale di ciò che si è e di come sia la società in cui viviamo.”

Le parole esprimono concetti, sentimenti, idee e descrivono e riflettono il mondo in cui viviamo.

Molte di loro sono inspiegabili e intraducibili in altre lingue o culture.

Ecco di seguito una curiosa serie di parole, tratte da lingue europee ed extraeuropee, il cui significato descrive qualcosa di particolare e di totalmente intraducibile, ovvero non esiste un corrispettivo di esse nelle altre lingue.

I primi 3 esempi sono tratti dalla lingua tedesca:

  • Waldeinsamkeit: è un termine utilizzato per indicare il sentimento di solitudine, dell’essere immerso nella natura e avere un contatto diretto con essa.
  • Verschlimmbessern: indica il peggiorare qualcosa, nel tentativo di migliorarlo.
  • Schadenfreude: indica il provare soddisfazione o piacere nel vedere qualcun altro cadere nella sfortuna o fallimento.
  • Fernweh: provare nostalgia per un luogo dove non si è mai stati.
  • Torschlusspanik: letteralmente “panico della porta che si chiude”, ovvero la paura di avere sempre meno possibilità, con il passare dell’età.

Dal mondo britannico possiamo trovare in particolare un esempio tratto dalla lingua scozzese:

  • to tartle: ovvero l’azione di esitare, mentre si presenta qualcuno, in quanto non ci si ricorda il suo nome.

In Spagnolo troviamo parole come:

  • Duende: il potere misterioso che l’opera d’arte possiede nel commuovere profondamente gli spettatori.
  • Sobremesa: la tipica conversazione intorno al tavolo dopo pranzo.

Anche in Italiano, ci sono parole di questo genere, intraducibili, che solo noi sappiamo abbiamo:

  • Abbiocco: la sensazione di sonnolenza a seguito di un pasto abbondante.
  • Culaccino: il segno lasciato sul tavolo da un bicchiere bagnato.
  • Commuovere: ovvero suscitare lacrime a seguito di qualcosa di triste o sentimentale.

Per finire qualche curiosità da mondi linguistici lontani:

  • Saudade: dal portoghese indica il desiderio o nostalgia verso ciò che è lontano o che si è perso.
  • Mamihlapinatapei: dalla lingua Yagan indigena del Sud America, indica lo sguardo ricco di significato, senza parole, tra due persone che vorrebbero iniziare qualcosa insieme, ma sono entrambi incapaci di agire concretamente.
  • Wabi-sabi: dal Giapponese, ovvero la capacità di trovare la bellezza nelle imperfezioni.

 

 

 

 

 

 

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