Il finto Inglese degli Italiani – Officina delle Lingue
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Il finto Inglese degli Italiani

Scritto da on 22 novembre 2016

Quante volte abbiamo sentito la frase: “L’Inglese? … mah si oggi lo sanno tutti!”. Ecco appunto.

Nonostante la globalizzazione e l’ingresso sempre più frequente di parole inglesi/americane nella nostra cultura linguistica italiana, i nostri errori purtroppo rimangono e questa affermazione sembra ben lontana dalla realtà quotidiana.

L’inglese, in particolare, è la lingua che ha maggiormente influenzato l’Italiano, sia da un punto di vista linguistico, ma anche da quello culturale.

Pensiamo solo al mondo del lavoro. Sempre più spesso le posizioni richieste sono specificate in Inglese, ad esempio: il manager, l’assistant, lo strategist. Sono tutte parole usate per indicare ruoli, nuovi, moderni, il più delle volte incomprensibili e intraducibili. Parole il cui significato viene spesso stravolto e distorto. E ciò riguarda anche altri settori, come la tecnologia, la cucina, la TV e tanti altri.

Ormai, però, sono presenti nella nostra cultura e sono così radicate che ne diamo molto spesso per scontate le origini. In realtà però non sono esatte e alcune non esistono nemmeno al di fuori del nostro paese.

Vediamone alcune:

Box: questa parola ha tanti significati sia in Inglese che in Italiano. Quello più conosciuto in Inglese è quello di “scatola” o “casella postale”. In Italia viene usata però per indicare il “garage”. Tra le sue forme composte possiamo trovare il “box doccia”, che in Inglese diventa “shower cubicle”; il “box” negli autodromi, che in Inglese è il “pit”.

Fiction:  in Inglese significa “invenzione”, “romanzo”, “storia di fantasia”, mentre in italiano è soprattutto usata per indicare uno sceneggiato a puntate in TV.

Feeling: questa parola è forse tra le più presenti e usate quotidianamente. In Inglese significa “sentimento”, “emozione”, in Italiano invece assume l’accezione di “affinità tra due persone”, quindi si può notare come il suo utilizzo sia completamente differente.

Cotton-fioc: questa termine sembra derivare dalla lingua inglese, ma in realtà non è del tutto corretto. Infatti, al di fuori dell’Italia, il cotton-fioc con esiste. In Inglese si dice “cotton swab”.

Flipper: questa, invece, è l’esempio di come sia stata completamente cambiata in Italiano. La usiamo infatti per indicare il vecchio biliardino a gettoni, ma in realtà in Inglese indica la pinna dei mammiferi o l’ala dei pinguini.

“L’Inglese? … mah si oggi lo sanno tutti!”, ne siamo proprio sicuri?

Mai dare nulla per scontato!

 

 

 

 

 

 

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Federica
MONZA

Federica Mariani, Classe 1985. Laureata in Lingue e Letterature Straniere presso l'Università Cattolica di Milano. Traduttrice e Insegnante di Inglese e Tedesco. Benvenuti nella mia Officina delle Lingue!

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