Do you speak Italian – Officina delle Lingue

Do you speak Italian

Ecco qui un breve corso di Italiano.

Semplici schede grammaticali che introducono e spiegano le principali regole della lingua italiana, per tutti coloro che vogliono iniziare a studiarlo o per chi ha un piccolo o grande dubbio.

Buono Studio!

Gli Articoli sono parole senza un significato proprio e non possono mai stare da sole. Devono sempre stare davanti a un NOME.

Esistono due tipi di articoli in Italiano: gli articoli DETERMINATIVI e INDETERMINATIVI.

L’articolo determinativo indica una persona, un animale o una cosa determinata e conosciuta da chi parla e da chi ascolta.

Es. “In cortile c’è il cane.” (il cane lo conosciamo già)

L’articolo indeterminativo indica una persona, un animale o una cosa non determinata o generica, non conosciuta da chi parla e da chi ascolta.

Es. “In cortice c’è un cane”. (un cane qualunque)

LA FORMA

Articoli Determinativi Indeterminativi Davanti a quali nomi?
Singolare Plurale Solo uso singolare Dipende dalla lettera iniziale del NOME
Maschile IL I UN Davanti ai nomi che iniziano con consonante

(eccetto z, s + cons., x, y, ps, gn, pn)

LO GLI UNO Davanti ai nomi che iniziano con

z, s + cons., x, y, ps, gn, pn

L’ GLI UN Davanti ai nomi che iniziano con vocale
Femminile LE LE UNA Davanti ai nomi che iniziano con consonante
L’ LE UN’ Davanti ai nomi che iniziano con vocale

L’articolo determinativo può inoltre essere usato per indicare:

  • una persona/cosa unica. Es. “La luna è gialla”.
  • una specie o categoria. Es. “Il leone vive in Africa”.

L’articolo indeterminativo può inoltre indicare:

  • una persona/cosa/animale che non si vuole precisare. Es. “Mi ha telefonato un amico”.

I nomi sono le parole che noi usiamo per indicare ciò che pensiamo e di cui parliamo: persone, animali, oggetti, pensieri, luoghi, idee, sensazioni, sentimenti..

I nomi possono essere classificati in diverse categorie:

  • Nomi COMUNI: una persona, animale o cosa in generale. Si scrivono con la lettera minuscola. Es. città, ragazzo, casa
  • Nomi PROPRI: una persona, animale o cosa in modo particolare e che lo distingue. Si scrivono con la lettera Maiuscola. Es. Torino, Francesco, Po…

Ci sono poi i nomi concreti (indicano ciò che è reale e si può toccare), i nomi astratti (indicano idee, concetti, pensieri), i nomi individuali (indicano una sola persona o cosa) e i nomi collettivi (un gruppo di persone o cose).

Tutti i nomi in Italiano hanno un GENERE grammaticale, possono essere MASCHILI o FEMMINILI. Quando il nome indica una persona o un animale, il genere coincide con il sesso reale.

Nomi di persona o animali di sesso maschile sono di genere maschile (es. uomo, padre, amico, leone…)

Nomi di persona o animali di sesso femminile, sono di genere femminile (es. donna, madre, leonessa, gallina…)

Nomi di cosa, idee, concetti, sensazioni o sentimenti possono essere sia maschili, sia femminili. In questo caso, il genere è solo una categoria grammaticale.

In Italiano esiste la concordanza: mettere insieme parole tutte maschili o femminili. Es. una donna, il gatto.

Per riconoscere il genere, si guarda la DESINENZA finale:

  • o -> maschile
  • a -> femminile
  • à -> femminile
  • e, è -> maschile o femminile.  Es. il sole, la luce
  • i, ì -> maschile o femminile.  Es. il lunedì, l’analisi
  • ù -> femminile  

Come si passa dal maschile al femminile?

Ciò dipende dal nome stesso, ovvero esistono diverse tipologie di nomi che si comportano in maniera diversa:

Nomi mobili -> cambiano la desinenza  Es. bambino– bambina / attore -attrice

Nomi indipendenti -> con due forme diverse  Es. padremadre

Nomi di genere comune -> che hanno la stessa forma e si distinguono per l’articolo Es. il cantante la cantante

Nomi di genere promiscuo -> con la stessa forma che vale per entrambi i sessi. Quindi è necessario distinguere il sesso. Es. il leopardo maschio il leopardo femmina

Tutti i nomi in Italiano hanno un NUMERO GRAMMATICALE, cioè qualcosa che indica se sono SINGOLARI o PLURALI. L’elemento che indica il numero è la DESINENZA della parola.

Il numero di un nome può essere:

  • SINGOLARE quando indica una sola persona o cosa
  • PLURALE quando indica più di una persona o cosa

Ci sono nomi che non cambiano, quindi hanno il singolare e il plurale uguali e si chiamo nomi invariabili, Es. il re – i re.

Come si passa dal singolare al plurale?

È necessario guardare la desinenza finale.

Desinenza Singolare Desinenza Plurale Esempio
A I– se sono maschili

E – se sono femminili

Problema/Problemi

Donna/ donne

O I Libro/libri
E I Cane/cani
I I Analisi/analisi

Ci sono anche i casi particolari, come:

-ca/-ga -chi/-ghi se sono maschili

-che/-ghe se sono femminili

collega/colleghi

banca/banche

-co/-go -chi/-ghi se hanno l’accento sulla penultima sillaba

-ci/-gi se hanno l’accento sulla terzultima sillaba

gioco/giochi

 

sindaco/sindaci

-logo -loghi se sono cose

-logi se sono persone

dialogo/dialoghi

psicologo/psicologi

-cia/-gia -ce/-ge se prima c’è una consonante

-cie/-gie se prima c’è una vocale

mancia/mance

 

valigia/valigie

-cìa/-gìa -cìe/-gìe farmacia/farmacie
-io -i -ìo -ii figlio/figli
Nomi irregolari uomo/uomini bue/buoi paio/paia

dio/dei uovo/uova braccio/braccia

 

Gli Aggettivi sono parole che servono per descrive meglio il nome. Spiegano le sue caratteristiche e le sue qualità.

Gli aggettivi sono QUALIFICATIVI quando non solo descrivono, ma specificano meglio il nome, che da generico diventa più preciso.

es. “Devo stirare le camicie nuove (specifica quali camicie)

Gli aggettivi, come gli articoli e i nomi, possono essere maschili o femminili, singolari o plurali. Devono sempre concordare con il nome a cui si riferiscono e con l’articolo eventuale.

Es. “il ragazzo simpatico” – maschile singolare

2 nomi maschili + aggettivo plurale maschile 

Es. “un libro e un quaderno nuovi

2 nomi femminili + aggettivo plurale femminile

Es. “una penna e una matita nuove

2 nomi (uno maschile e uno femminile) + aggettivo plurale maschile

Es. “una penna e un libro nuovi

Gli aggettivi possono specificare anche il GRADO  e la MISURA in cui i nomi a cui si riferiscono, possiedono una certa qualità.

Es. “Questa casa è più grande/meno grande/ grande come quella di Marco ->  aggettivo di grado COMPARATIVO

“Questa casa è grandissima/la più grande di tutte” -> aggettivo di grado   SUPERLATIVO

L’aggettivo di grado COMPARATIVO si utilizza quando si fa un PARAGONE tra due elementi e può essere di maggioranza (più…. di), minoranza (meno…di), uguaglianza (come…).

L’aggettivo di grado SUPERLATIVO può essere relativo (massimo o minimo grado di una cosa rispetto a tutte le altre) o assoluto (massimo o minimo senza fare rapporto con altro). Quest’ultimo si crea aggiungendo la desinenza -issimo/a  alla fine dell’aggettivo.

 

I pronomi sono parole utilizzate per SOSTITUIRE un nome nella frase, per non ripeterlo e rendere la frase più scorrevole.

Ci sono diversi tipi di pronomi: PERSONALI, POSSESSIVI, DIMOSTRATIVI, INDEFINITI, RELATIVI e INTERROGATIVI.

I pronomi PERSONALI possono indicare:

  • pronomi PERSONALI SOGGETTO -> chi compie l’azione .Es. “Io, tu, egli, ella, noi, voi, essi” – Es. Lui va a scuola”
  • pronomi PERSONALI COMPLEMENTO OGGETTO -> hanno la funzione di complemento oggetto della frase . Es. “mi, ti, lo, la, ci, vi, li, le” – Es. “Noi guadiamo la tv. La guadiamo”
  • pronomi PERSONALI COMPLEMENTO di TERMINE -> hanno la funzione di complemento di termine nella frase . Es. “mi, ti, gli, le, ci, vi, gli”-” me, te, lui, lei, noi,voi, loro” (quando introdotti da una preposizione). Es.Vi telefonerò domani”- “Vengo con voi“.

Gli aggettivi e i pronomi possono essere: POSSESSIVI, DIMOSTRATIVI, INDEFINITI e INTERROGATIVI.

Sono aggettivi quando accompagnano il nome, sono pronomi quando lo sostituiscono.

POSSESSIVI: indicano a chi appartiene una persona o una cosa. Sono coniugabili al singolare, plurale, maschile o femminile.

“mio, tuo, suo, nostro, vostro loro”

Es. “Il mio ombrello è blu. Il tuo è giallo”

DIMOSTRATIVI: indicano la posizione di qualcosa rispetto a chi parla. Sono coniugabili al singolare, plurale, maschile o femminile.

Questo-> indica qualcosa di vicino   Quello -> indica qualcosa di lontano

Es. Questa borsa è di pelle. Quella è di stoffa”

INDEFINITI: indicano in modo non preciso la quantità o identità di ciò a cui si riferiscono.

Molto, tanto, poco, parecchio, altrettanto, troppo, tutto, alcuno, nessuno, ciascuno

Es. “Ho molti libri. Anch’io ne ho tanti“.

INTERROGATIVI: introducono una domanda

Che, Quale, Quanto sono aggettivi

Chi, Che cosa sono pronomi.

 

Il verbo è l’elemento fondamentale per comunicare. Si riferisce al soggetto, cioè a chi fa o subisce l’azione.

Il verbo è formato da due parti:

  • Radice -> rimane invariata e indica il significato di base del verbo.
  • Desinenza -> la parte finale, cambia, è variabile.

Es. Lavoriamo = lavor + iamo

In italiano esistono 3 gruppi diversi di verbi, chiamati coniugazioni: -ARE; -ERE; -IRE, e indicano la parte finale del verbo.

Es. “Dare”- “Bere”- “Sentire”

La desinenza di un verbo indica:

  1. la persona che compie l’azione
  2. il numero delle persone (singolare- plurale)
  3. il tempo, quando accade l’azione
  4. il modo in cui l’azione è presentata (infinito, indicativo, congiuntivo, condizionale)

L’indicativo presente è il modo del verbo che indica la REALTÀ, la CERTEZZA.

Es. “Oggi c’è il sole”.

Il modo indicativo ha 8 tempi:

  • 4 semplici: PRESENTE, IMPERFETTO, PASSATO REMOTO, FUTURO

Es. “Lavoro”, “Lavoravo”, “Lavorai” ,”Lavorerò”

  • 4 composti: PASSATO PROSSIMO, TRAPASSATO PROSSIMO, TRAPASSATO REMOTO, FUTURO ANTERIORE

Es. “Ho lavorato”, “avevo lavorato”, “ebbi lavorato” ,”avrò lavorato”

Il PRESENTE indica un’azione che accade ora, in questo momento o un fatto/azione abituale.

Es. “Oggi piove”  – “Mia mamma lavora in banca”

L’indicativo IMPERFETTO viene usato per indicare:

  1. un’azione passata che ha avuto una certa durata, continuità. Es. “Ieri pioveva”
  2. una descrizione nel passato. Es. “La mia macchina era nera e piccola”.
  3.  un’azione ripetitiva e abituale nel passato Es. “Quando ero piccola, andavo al parco con mia nonna”
  4. un’azione passata che è avvenuta contemporaneamente ad un’altra passata. Es. “Mentre leggevo il libro, ascoltavo la musica”.

Quando ci sono due azioni passate che avvengo contemporaneamente, possono esserci 3 casi diversi:

  1. due azioni ugualmente lunghe =  Imperfetto+ imperfetto Es. “Mentre studiavo, mia sorella cucinava”
  2. due azioni puntuali o momentanee = Passato prossimo+ passato prossimo -> Es. “Quando Luca è arrivato, lo abbiamo salutato”.
  3. azione durativa, durante la quale avviene un’azione momentanea = Imperfetto +passato prossimo -> Es. “Mentre mangiavo, è suonato il telefono”

Il passato prossimo è un TEMPO COMPOSTO ed è composto da due parti Ausiliare + participio passato

Es. “Ho mangiato”.

Indica:

  1. un’azione passata, avvenuta in un passato relativamente ancora vicino  Es.  “Sono andato in palestra”.
  2. un’azione avvenuta in un passato lontano ma che ha effetti ancora sul presente.  Es. “Sono nato nel 1985”.

L’AUSILIARE è sempre dato dal  tempo presente del verbo AVERE o ESSERE

Il PARTICIPIO PASSATO  si forma omettendo la desinenza -are, -ere, -ire e sostituendole con le seguenti desinenze -ato, -uto, -ito.

ES. “parlare ->parlato ; “credere->creduto“; “sentire->sentito“.

Ci sono molti verbi irregolari che hanno la loro forma propria di participio passato.

Il passato remoto è un tempo del modo indicativo e indica un’azione passata che è avvenuta in un passato lontano ed è quindi finita.

Es. “Cristoforo Colombo scoprì l’America nel 1492“.

La prima coniugazione -are possiede solo tre verbi irregolari: dare, fare, stare.

La terza coniugazione -ire possiede solo due verbi irregolari: dire, venire

Il futuro è un tempo del modo indicativo e indica un’azione futura che deve ancora avvenire, rispetto al momento in cui si parla o scrive.

Es. “Domani pioverà”.

Il futuro ha due tempi:

  • il futuro semplice -> indica un’azione futura che accadrà in un momento successivo al momento presente. Es.”Domani partiremo alle 8.00″.
  • il futuro anteriore -> è un tempo composto. È formato da ausiliare (essere o avere) + participio passato del verbo. Si usa quando ci sono due azioni future e una avviene prima dell’altra. Es. “Quando avrò scelto la scuola giusta, mi iscriverò”.

Il futuro può essere usato anche per esprimere un dubbio e una concessione.

Es. “Marco a quest’ora sarà al lavoro?  – “Queste scarpe saranno anche comode, ma sono troppo costose”

Il congiuntivo è un altro modo dei verbi della lingua Italiana.

Indica l’incertezza, il dubbio e il desiderio.

C’è una differenza importante tra il modo indicativo e il congiuntivo:

  • l’indicativo esprime un fatto presentato come vero, reale, sicuro. Es. “Oggi c’è il sole” – “Luca studia all’università
  • il congiuntivo esprime un fatto presentato come possibile, o come solo pensato, desiderato, temuto. Es. “Che bello se oggi ci fosse il sole” – “Credo che Luca studi all’università”.

Il congiuntivo ha 4 tempi:

  • 2  semplici, formati da una sola parola -> presente e imperfetto Es.”che io lavori” -“che io lavorassi”
  • 2 composti,  formati da due parole -> passato e trapassato Es. “che io abbia lavorato” – “che io avessi lavorato”.

Il congiuntivo può essere usato in frasi indipendenti o dipendenti da altre.

Indipendenti-> esprimono invito, ordine, esortazione, desiderio non realizzabile. Es.”Signora si accomodi pure qui”- “Dottore mi dica la verità”- “Giri all’angolo” -” Ah se potessi andare in America”.

Dipendenti -> frasi dichiarative e frasi ipotetiche.

  1. frasi dichiarative -> dopo il che , quando nella frase principale si vuole esprimere un sentimento, un’opinione, un pensiero personale. Es. “Penso che Marta sia partita domenica”.
  2. frasi ipotetiche -> dopo il se, quando si esprime una possibilità. Es. “Se studiassi di più, avrei ottimi voti”.

Se nella frase principale c’è il presente, sia usa il congiuntivo presente o passato.

Se nella frase principale c’è il passato (imperfetto/passato prossimo), si usa il congiuntivo passato(imperfetto/trapassato).

Il condizionale è un altro modo verbale nella lingua italiana, oltre al modo indicativo e al modo congiuntivo.

Indica che un’azione avviene a condizione che se ne verifichi un’altra.

Es. “Mangerei se ci fosse qualcosa di buono” – “Se vincessi alla lotteria, partirei per l’America”.

Il condizionale ha 2 tempi:

  • semplice, formato da una sola parola -> serve per esprime un evento che potrebbe accadere nel presente, a condizione che ne accada un altro. Es. “Se studiassi di più, prenderei ottimi voti”.
  • composto, formato da due parole -> serve per esprime un evento che sarebbe accaduto nel passato a condizione che, sempre nel passato, ne fosse accaduto un altro. Es.”Se avessi studiato di più, avrei preso voti migliori”. 

Il condizionale si usa per:

  • da solo -> per esprimere un desiderio, una richiesta gentile. Es.”Vorrei andare al cinema”“Mi daresti un bicchiere d’acqua?”
  • in coppia con il congiuntivo -> nelle frasi ipotetiche. Es.”Se potessi, comprerei una Ferrari”.

 

 

Gli avverbi sono parole o espressioni che servono per modificare o precisare meglio altre parole.

Es. “Luca è molto bravo”“Maria camminava in fretta“.

Gli avverbi possono indicare o precisare:

  • il MODO in cui un’azione viene fatta. Es. “bene, male, facilmente, lentamente, in fretta, di corsa, velocemente…”. Es. “Questa lettera è scritta bene” Per formare un avverbio di modo bisogna aggiungere la desinenza -mente alla forma femminile dell’aggettivo Es. “attento-> attenta -> attentamente”.
  • il TEMPO in cui un’azione avviene. Es. “ora, poi, mai, spesso, sempre, subito, prima, dopo….” Es.” Vado spesso in palestra”.
  • il LUOGO in cui un’azione avviene. Es. “qui, qua, li, là, vicino, lontano, sopra, sotto, dentro, davanti, nei dintorni, dappertutto…”. Es.”Io abito lontano da qui“.
  • la QUANTITÀ di ciò che esprime un verbo o un aggettivo. Es.”molto, poco, abbastanza, troppo, tanto…”. Es. “È troppo pigro per andare in palestra”.

Inoltre esistono altri tipi di avverbi come:

  • avverbi INTERROGATIVI che servono per introdurre una domanda. Es” Come? Quando? Perché? Dove? Quanto?”.
  • avverbi di VALUTAZIONE che servono per esprimere un giudizio, un parere. Es. “sì, no, non, forse, magari, senza dubbio, neppure, nemmeno…”.

Le preposizioni sono parole che si mettono davanti a nomi, aggettivi, avverbi, verbi all’infinito per collegarli e metterli in rapporto in vari modi.

Es.” La macchina di Riccardo è qui” -> “di” mette in collegamento la macchina e Riccardo e indica la relazione di possesso.

Le preposizioni sono di 4 tipi:

  •  SEMPLICI -> di, a, da, in , con, su , per , tra, fra
  • ARTICOLATE -> preposizioni semplici + articoli determinativi Es. “del, della, dal, nel…”.
  • IMPROPRIE -> sono parole usate come preposizioni, ma possono essere anche avverbi (Es. sopra, sotto, davanti, dietro, dentro, fuori, dopo, prima) o aggettivi (Es. vicino, lontano, lungo..).
  • LOCUZIONI PREPOSITIVE -> sono preposizioni formate da più di una parola. Es.”a causa di, di fronte a, per mezzo di…”.

L’Imperativo è un altro modo verbale della lingua italiana, oltre al modo indicativo, al congiuntivo e condizionale.

E’ usato per esprimere un ordine o un comando.

Es. “Fai silenzio!”“Vai a prendere la macchina!”

Può esprimere anche un suggerimento o un invito.

Es. “Per favore, ascoltami”“Su prendi ancora un po’ di pasta!”

L’imperativo ha solo il tempo presente e per la seconda persona singolare e plurale (tu e voi).

Di seguito alcuni dei verbi irregolare più comuni:

  • Essere -> sii – siate
  • Avere -> abbi – abbiate
  • Andare -> va’  (vai) – andate
  • Dare -> da’ (dai) – date
  • Stare-> sta’ (stai) – state
  • Dire -> di’ – dite
  • Fare -> fa’ (fai) – fate

L’imperativo può essere usato con un pronome diretto o indiretto e in questo caso, si mette dopo il verbo.

Es. “Tu lo guardi” -> “Guardalo

L’Imperativo Negativo ha diverse forme a seconda delle persone:

  • con il “tu” -> non + infinito – Es. “Non venire!”
  • con il “Lei” -> non + congiuntivo presente – Es. “Non venga!”
  • con il “voi”-> non + imperativo –  Es. “Non venite!”

I verbi ausiliari sono tutti quei verbi che hanno la funzione di sostegno nei confronti di altri verbi, dei quali ne completano o precisano il significato.

Si chiamano anche verbi di servizio, di cui fanno parte anche i verbi fraseologici e servili.

I due verbi ausiliari più importanti in Italiano sono il verbo ESSERE e il verbo AVERE.

Il verbo essere e il verbo avere possono essere usati anche da soli e avere quindi un significato proprio:

 

Verbo ESSERE:

  • il verbo essere può essere un verbo autonomo, nel senso di “esistere, stare trovarsi”: “Sono davanti al ristorante, ti aspetto!”.
  • copula che unisce il soggetto ad un nome o un aggettivo all’interno del predicato nominale.

Verbo AVERE:

  • può essere utilizzato nel senso di “possedere, ottenere
  • viene utilizzato per formare tutti i tempi composti dei verbi TRANSITIVI – Es. “Chiara ha mangiato la torta”

 

In generale sono 2 le funzioni dei verbi ausiliari:

  1. aiutare gli altri verbi nella creazione dei tempi composti (per l’indicativo: passato prossimo, trapassato prossimo, trapassato remoto, futuro anteriore; per il congiuntivo: congiuntivo passato, congiuntivo trapassato; condizionale passato; infinito passato; gerundio passato).
  2. formare il passivo.

Il verbo ESSERE come presentato nelle schede precedenti può essere utilizzato con significato proprio o come ausiliare.

Di seguito alcune tabelle che mostrano le varie coniugazione del verbo in tutti i principali lingua Italiana.

INFINITO Presente -> essere

INFINITO Passato -> essere stato

INDICATIVO
Presente Passato

Prossimo

Imperfetto Trapassato

Prossimo

Passato Remoto Trapassato Remoto Futuro

semplice

Futuro Anteriore
IO sono sono stato ero ero stato fui fui stato sarò sarò stato
TU sei sei stato eri eri stato fosti fosti stato sarai sarai stato
EGLI è è stato era era stato fu fu stato sarà sarà stato
NOI siamo siamo stati eravamo eravamo stati fummo fummo stati saremo saremo stati
VOI siete siete stati eravate eravate stati foste foste stati sarete sarete stati
ESSI sono sono stati erano erano stati furono furono stati saranno saranno stati
CONDIZIONALE
PRESENTE PASSATO
IO sarei sarei stato
TU saresti saresti stato
EGLI sarebbe sarebbe stato
NOI saremmo saremmo stati
VOI sareste sareste stati
ESSI sarebbero sarebbero stati
CONGIUNTIVO
PRESENTE PASSATO IMPERFETTO TRAPASSATO
che io sia che io sia stato che io fossi Che io fossi stato
che tu sia che tu sia stato che tu fossi Che tu fossi stato
che egli sia che egli sia stato che egli fosse Che egli fosse stato
che noi siamo che noi siamo stati che noi fossimo Che noi fossimo stati
che voi siate che voi siate stati che voi foste Che voi foste stati
che essi siano che essi siano stati che essi fossero Che essi fossero stati
IMPERATIVO
Presente
sii
siamo
siate
siano

Il verbo AVERE può essere utilizzato da solo con significato proprio o come ausiliare, come spiegato nelle precedenti schede.

Di seguito alcune tabelle riassuntive delle coniugazioni del verbo avere nei tempi e modi principali della lingua Italiana.

INFINITO PRESENTE -> avere

INFINITO PASSATO -> avere avuto

INDICATIVO
Presente Passato

Prossimo

Imperfetto Trapassato

Prossimo

Passato Remoto Trapassato Remoto Futuro

semplice

Futuro Anteriore
IO ho ho avuto avevo avevo avuto ebbi ebbi avuto avrò avrò   avuto
TU hai hai avuto avevi avevi avuto avesti avesti avuto avrai avrai   avuto
EGLI ha ha avuto aveva aveva avuto ebbe ebbe avuto avrà avrà avuto
NOI abbiamo abbiamo avuto avevamo avevamo avuto avemmo avemmo   avuto avremo avremo avuto
VOI avete avete avuto avevate avevate

avuto

aveste aveste avuto avrete avrete avuto
ESSI hanno hanno avuto avevano avevano avuto ebbero ebbero avuto avranno avranno avuto
CONDIZIONALE
Presente Passato
IO avrei avrei avuto
TU avresti avresti avuto
EGLI avrebbe avrebbe avuto
NOI avremmo avremmo avuto
VOI avreste avreste avuto
ESSI avrebbero avrebbero avuto
CONGIUNTIVO
Presente Passato Imperfetto Trapassato
che io abbia che io abbia avuto che io avessi che io avessi avuto
che tu abbia che tu abbia avuto che tu   avessi che tu   avessi avuto
che egli abbia che egli abbia avuto che egli avesse che egli avesse avuto
che noi abbiamo che noi abbiamo avuto che noi avessimo che noi avessimo avuto
che voi abbiate che voi abbiate avuto che voi aveste che voi aveste avuto
che essi abbiano che essi abbiano avuto che essi avessero che essi avessero avuto
IMPERATIVO
Presente
abbi
abbia
abbiamo
abbiate
abbiano