Come parlano i Presidenti USA? – Officina delle Lingue
Curiosità

Come parlano i Presidenti USA?

Scritto da on 21 ottobre 2016

Le elezioni americane sono sempre più vicine e la lunga sfida è quasi giunta al traguardo.

Quella americana è una campagna elettorale impegnativa sotto tutti i punti di vista e vede protagonisti due diversissimi candidati che continuano a sfidarsi a colpi di convegni, congressi, bandiere a stelle e strisce, pettegolezzi e chi più ne ha, più ne metta.

E da un punto di vista linguistico?

Vi è una basilare differenza tra lingua e registro linguistico. La prima è il nostro mezzo di espressione; il secondo è la tipologia del mezzo di espressione stesso.

La tipologia del registro linguistico è un fattore importante anche da un punto di vista socio-politico. Esso rappresenta, infatti, una delle variabili in grado di caratterizzare la persona, il suo modo di essere, la sua capacità di capire, il suo livello d’istruzione e anche la sua appartenenza ad una classe sociale. Ciò appare quindi molto importante, soprattutto per un candidato politico e a maggiore ragione se si tratta del futuro Presidente degli Stati Uniti d’America.

Ovviamente entrambi i candidati Donald Trump e Hilary Clinton parlano la loro lingua madre: American English. Il loro registro linguistico appare però molto diverso e ha subito cambiamenti nel corso della campagna elettorale.

La Carnegie Mellon University di Pittsburgh ha condotto una ricerca attraverso strumenti informatici precisi e basati su metodologie linguistiche. Essa ha analizzato il linguaggio utilizzato da entrambi i candidati, dal punto di vista delle strutture linguistiche e della qualità dei vocaboli utilizzati, per parlare al pubblico americano e ottenere così i maggiori consensi possibili.

Da questa ricerca emergono risultati interessanti: il livello di grammatica utilizzato dai candidati Repubblicani, capitanati da Donald Trump e quelli Democratici rappresentati da Hilary Clinton è pari a quello degli studenti della scuola media inferiore, dalla prima alla terza.

Il livello di complessità linguistica ha però subito un declino con l’avanzare della campagna elettorale.

Bernie Sanders vince, rappresentando il candidato con il livello linguistico maggiore, pari a quello di uno studente del secondo anno di scuola superiore. Il premio per il livello linguistico più basso è assegnato a Trump, il quale è molto vicino al linguaggio utilizzato dagli studenti della quinta elementare, oltre che ad essere caratterizzato da un forte accento dell’Iowa.

Trump e Clinton appaiono molto abili nel cambiare il proprio registro a seconda del pubblico a cui si rivolgono e all’esito delle loro varie convention.

Il registro linguistico sarà decisivo per la loro vittoria?

Ai posteri l’ardua sentenza.

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